SIAMO ALL’ATTO FINALE?

Falco Nardi

Siamo all’ennesimo scontro tra Palestina e Israele , ancora una volta, assistiamo all’ennesima mistificazione dei fatti su parte dei media occidentali e a ridicole prese di posizioni della politica, in particolare di quella italiana. Ridicola e inquietante infatti appare la foto di gruppo della politica italiana tutta unita ai piedi di Israele per condannare il terrorismo palestinese contro la vittima sionista.

Mi pongo e pongo a tutti alcune domande che riguardano i fatti e non la meschina propaganda anti islamica.:

  1. E’ vero o no che ha scatenare le proteste sia stato l’ennesimo atto di prevaricazione di Israele e che  a gettare benzina sul fuoco sono state le tensioni a Sheiikh Jarrah, un rione di Gerusalemme est dove da anni cresce la presenza di famiglie ebraiche a seguito di illegittimi sfratti di famiglie palestinesi che abitano gli edifici da 80 anni?
  2. E’ vero o no che Israele da decenni, come ha detto Moni Ovadia,“prova in tutti i modi e con ogni sorta di trucco, di arbitrio, di manipolazione della legge a cacciare i palestinesi da Gerusalemme est e che si è in presenza di una vessazione ininterrotta che ogni tanto fa esplodere la protesta dei palestinesi, che sono soverchiamente le vittime, perché poi muoiono loro, vengono massacrati loro”?
  3. E’  vero o no che dal 1946 Israele ha sottratto alla Palestina la quasi totalità del suo territorio?
  4. E’ vero o no gli israeliani  da sempre hanno come obiettivo la realizzazione dello Stato del “Grande Israele” attraverso continue guerre che man mano hanno comportato l’occupazione di aree appartenenti ad altri stati come le Alture del Golan e che non si fermeranno fino a quando il progetto non sarà completato a danno di Paesi come l’Egitto, la Giordania, la Siria e, appunto, la Palestina?
  5. Siamo forse prossimi all’atto finale della prima parte del progetto israeliano,cioè quello della completa annessione di territori palestinesi per poi passare oltre?

Allora mi chiedo ancora:

che senso hanno le affermazioni dell’ultima ora di gran parte della politica italiana, uniti da destra a sinistra in questa follia, che condannano il “terrorismo palestinese” e non l’invasione e le provocazioni israeliane, come invece è avvenuto in altre parti del mondo,compresi gli Stati Uniti, dichiarando la solidarietà agli invasori e partecipando attivamente e senza pudore alla manifestazione del 12 maggio?

Sarà che in questo momento è in pericolo non il diritto di esistere di Israele, come strombazza la propaganda sionista, ma il diritto di esistere dello Stato Palestinese?

Tante domande che dovrebbero essere considerate retoriche vista l’evidenza dei fatti incontrovertibili e condannati ripetutamente anche dalle Nazioni Unite. Ancora una volta la politica italiana si accuccia ai piedi del sionismo che fa dire a Salvini, insieme al quale hanno manifestato oltre all’intera destra, anche il PD e parte dei 5 Stelle: “Antisemitismo colpa dei migranti di fede musulmana. Da premier riconoscerò Gerusalemme capitale di Israele”.

Il futuro dell’Italia, nelle mani di questa classe “dirigente”, appare assai fosco, se non riesce nemmeno a comprendere la gravità del progetto sionista, destabilizzante per l’intera area Medio Orientale, e per l’Italia in particolare, a cui oggi guardano, giustamente, con preoccupazione vasti strati della società, della politica e dell’economia americana.

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